Le storie delle comunità infatti appartengono a tutti. Grandi, piccoli, anziani sono il mosaico di un racconto collettivo che si scrive insieme, partecipandovi attivamente, incarnando ognuno il proprio ruolo: la memoria che non può essere dimenticata, per gli adulti, o il futuro che deve essere scritto, per i più giovani.

Terre dove la natura ha saputo mostrare oltre la sua straordinaria bellezza anche la potenza distruttiva di cui è portatrice: luoghi colpiti dal recente sisma, dove le macerie sono ancora visibili, esposte allo sguardo di chi percorre le vie della città. Non solo però. San Severino e i suoi Settempedani portano con sé anche la determinazione e la speranza di chi ha voglia di alzarsi, di chi desidera tornare a vivere la propria comunità abbracciandola in ogni sua vicenda.

Ecco allora che con la collaborazione dell’Istituto Comprensivo Tacchi Venturi, i bambini hanno potuto immergersi in una settimana ricca di tante divertenti attività sportive, artistiche, culinarie e ludiche accompagnati dall’avventuroso Ratin Mario. Un amico per loro divenuto speciale grazie al quale, durante le giornate vissute in allegria, c’è stato tempo per confrontarsi sulle tante emozioni e i pensieri da cui si viene attraversati quando si parla di amicizia, di affetti che ci proteggono e ci sostengono, di ricordi e speranze legati ai luoghi che da sempre si chiamano “casa”, luogo non per tutti di presenza scontata.
Una settimana davvero speciale, divenuta simbolo di uno spazio sicuro e magico in cui potersi confrontare con i propri compagni, ma non solo! Alla fine di questa intenso viaggio, i ragazzi del campo hanno potuto scendere in Piazza del Popolo di San Severino per raccontare e restituire alla comunità intera quanto vissuto durante la settimana con una grande festa: musiche, canti e balli hanno illuminato di vita il cuore del paese. Oltre i bambini tanti genitori, adulti e giovani hanno partecipato al momento, culminato con il
lancio verso il cielo di tanti palloncini rossi, ognuno dei quali recante i sogni espressi dai ragazzi durante il campo. L’emozione si è fatta densa.

Nelle parole e negli sguardi che hanno accompagnato il momento di festa finale è stato possibile intercettare la gioia dei genitori per quanto condiviso, la loro voglia di raccontarsi e il desiderio di sentirsi partecipi della vita del proprio paese.

Le storie delle comunità infatti appartengono a tutti. Grandi, piccoli, anziani sono il mosaico di un racconto collettivo che si scrive insieme, partecipandovi attivamente, incarnando ognuno il proprio ruolo: la memoria che non può essere dimenticata, per gli adulti, o il futuro che deve essere scritto, per i più giovani.
L’esperienza del Summer Camp ha permesso non solo di poter mettere al centro di una proposta i bambini e i ragazzi di San Severino, ma anche di essere segno di slancio e chiamata alla partecipazione per la comunità estesa, dove la presenza dell’Istituto del paese dice di un’istruzione pronta davvero ad assumersi pienamente il proprio ruolo educativo e di vicina presenza alle famiglie e ai ragazzi del territorio.

“Non puoi scegliere il terremoto, ma puoi avere pazienza e speranza per la casa bella che adesso mamma e papà stanno costruendo.” (S.)

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Summer Camp a San Severino