Lavorando con la resilienza si impara ad esser resilienti in prima persona. L’inizio del viaggio porta con sé molteplici emozioni: la gioia della partenza, il timore dell’ignoto, la curiosità nell’incontro, l’ebrezza dell’inizio di un’avventura, la spinta allo scambio.

Il tempo dedicato alla progettazione in Italia si era caricato di desideri ed aspettative, che presto abbiamo visto dissolversi e lasciare spazio alla curiosità e allo stupore che spontaneamente emergono al primo impatto con una realtà ed una cultura per tanti aspetti dissimili da quella occidentale.

Una delle doti necessarie per lavorare in contesti culturalmente diversi da quello di appartenenza è senza dubbio la flessibilità: la scoperta di non poter comunicare direttamente con tutti in inglese, la novità di avere un gruppo di partecipanti più eterogeneo rispetto alle previsioni (molte operatrici provenivano da realtà diverse da CASANepal) e l’incognita sull’effettivo numero di partecipanti ci ha certamente messe alla prova.

In Nepal tutto viene vissuto al momento, tutto è caotico e l’assunzione di responsabilità non sempre è ben gradita dai nepalesi: il giorno prima ancora nessuno aveva comprato il materiale necessario per il nostro training!

Il primo giorno di formazione è voglia di scoprirsi, imbarazzo di raccontarsi, desiderio di sperimentare e curiosità dell’apprendere. Il primo giorno è esplorazione e studio reciproco.

Il secondo giorno è “ci conosciamo da una vita”. La sensazione di essere entrati in una profonda conoscenza, inizia un percorso dove potersi fidare ed affidare, con la consapevolezza di esser nello stesso posto per un obiettivo comune: aiutare ed imparare ad aiutare altre donne.

Durane il quarto e quinto giorno si è consolidata la sensazione di esser parte di un team e le partecipanti hanno sempre più arricchito il training delle proprie esperienze. Ballo, musica, disegno hanno contribuito a creare un clima di euforia e scambio reciproco, così come le pratiche di mindfulness hanno portato auto-riflessione e consapevolezza.

Grande soddisfazione è stata quella di vedere una nuova rete prendere forma: psicologhe, social workers, poliziotte, operatrici in case-rifugio e educatrici di strada hanno intessuto un network carico di potenzialità e prospettive d’aiuto per il territorio nepalese.

Durante gli ultimi due giorni il training prevedeva un workshop pratico condotto dalle partecipanti alla formazione, in cui mettere in pratica con le residenti di CASANepal due tra le attività sperimentate durante la formazione. L’insicurezza e preoccupazione delle social workers di non saper gestire le attività sono state presto sostituite dalla soddisfazione di riuscir a far emergere nelle donne vittime di violenza nuove emozioni e risorse con cui far fronte alle difficoltà. Ma Nepal è anche sinonimo di “festa e celebrazione”: non potevamo che concludere il percorso con la consegna dei diplomi in un’atmosfera di festa e colori, con il caloroso invito a tornare presto per ripetere l’esperienza ed approfondire la conoscenza!

Noemi Sirtori e Roberta Minesso

Resilienza in CasaNepal – Video

 

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